2 piccole cantine teramane: “naturali” o no, fanno dei gran vini!

2 piccole cantine teramane: “naturali” o no, fanno dei gran vini!

24 giugno 2018 0 Di Franco Santini
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Anche quest’anno ho avuto il piacere di far parte di alcune commissioni di assaggio che hanno valutato e selezionato i migliori vini d’Abruzzo per le guide. E’ stata come sempre un’esperienza “massacrante” (centinaia di vini degustati in tempi super compressi!) ma anche molto formativa, e che, soprattutto, mi permette di capire in che direzione si sta muovendo la vitivinicoltura regionale.

Un resoconto più dettagliato e ragionato lo farò tra qualche tempo: devo metabolizzare la marea di dati e sensazioni che mi ha travolto. Con piacere però noto però come siano sempre di più le nuove cantine capaci di esprimere un livello qualitativo molto interessante seppur con numeri di nicchia (spesso poche migliaia di bottiglie). La cosa più bella è che spesso si tratta di giovani che hanno ripreso in mano una vecchia attività di famiglia, magari del nonno o di qualche anziano zio, e che portano avanti nuovi progetti vinicoli “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.

Questo rinnovato slancio di piccole produzione artigiane spesso coincide con una riscoperta di valori sani come l’ecosostenibilità della conduzione in vigna e in cantina e la ricerca di identità territoriale e salubrità nel prodotto finale. Riguardo al primo punto, sono sempre di più le aziende che adottano una vitivinicoltura biologica (talvolta biodinamica), che bandisce l’utilizzo di prodotti di sintesi chimica nella protezione e cura delle piante e che in cantina segue un filone “non interventista” che mira a stravolgere il meno possibile il vino e la sua evoluzione secondo natura. I vini che ne derivano sono oggettivamente più “naturali”, digeribili e capaci di trasferire al meglio le caratteristiche del territorio da cui provengono e delle annate che li hanno generati. Ho virgolettato non a caso il termine “naturale” perché non mi è mai piaciuto troppo (gli altri vini, eccellenti, prodotti da persone serie ma con tecniche convenzionali, cosa sono? Sono “artificiali”? – cit. Cataldi Madonna). Ma alla fine è diventato termine di comprensione comune nel mondo del vino e quindi, solo ai fini di una più immediata comprensione, lo adotto anche qui.

Alla corrente dei produttori “naturali” appartengono alcune delle migliori cantine d’Italia, che del rispetto per l’ambiente, per il vino e, in finale, per il consumatore che lo berrà, hanno fatto da sempre il loro vessillo; ci sono però anche tanti “folgorati” dell’ultima ora che del bio-qualcosa vogliono solo cavalcare l’onda modaiola. Ma qui non voglio fare polemica e torno quindi alle cose positive: alle giovani aziende e ai loro progetti interessanti.

Due nomi su tutti, che segnalo proprio perché non sono più una novità ma una felice conferma: Terraviva (www.tenutaterraviva.it) e Cirelli (www.agricolacirelli.com). Sono aziende del teramano che ormai hanno raggiunto una continuità qualitativa – e di conseguenza una notorietà tra pubblico e critica – che dimostra come passione e serietà paghino sempre. Al di là di schieramenti di partito, fanno dei gran bei vini!

Sono abruzzese anche se ormai “trapiantato” a Roma. Ho studiato per fare l’ingegnere ma poi ho scoperto che il mondo della comunicazione digital e l’enogastronomia sono più divertenti. Scrivo di vino, viaggi del gusto e divulgazione tech da una ventina d’anni. Collaboro con diverse testate e guide nazionali del settore enogastronomico, organizzo eventi e degustazioni, e nelle mie vene scorre un fluido che è per metà sangue e per l’altra metà Montepulciano d’Abruzzo (…con tracce di Pecorino e Cerasuolo).