La rivoluzione dei gin artigianali: 4 nomi da non perdere!

La rivoluzione dei gin artigianali: 4 nomi da non perdere!

15 giugno 2018 0 Di Franco Santini
Segui questo articolo
X

Segui questo articolo

Email : *

Italiano, artigianale, biologico, a chilometri zero. Alzi la mano chi ha pensato al gin!

Eppure stiamo assistendo ad un fenomeno che ricorda – per dinamiche – quello che è successo con le birrerie artigianali qualche anno fa. Il gin made-in-Italy, nato da un movimento un po’ underground di sperimentatori e novelli speziali, è diventato in poco tempo un vanto nazionale: le etichette sono ormai decine, ciascuna con la sua storia, la sua tecnica di produzione, le sue botaniche (termine con cui si indicano nel complesso le spezie, le erbe, le bacche e fiori usati per aromatizzare). Acquista così nuova luce un distillato storico, che in realtà non ha mai conosciuto crisi, mantenendo nei secoli schiere di consumatori fedeli: “corroborante” popolare prima, simbolo di mondanità poi, grazie ai numerosi e leggendari miscelati a cui fa da base (i nomi Martini Cocktail, White Lady, Gin&Tonic, Tom Collins vi dicono qualcosa?).

Secondo tradizione il gin è un distillato ottenuto da cereali, principalmente grano e segale, “insaporito” con piante aromatiche, suddivise, sui testi storici, in erbe e spezie. Non esiste una prescrizione precisa: il numero di botaniche rimane infatti a discrezione del produttore, che può includere a suo piacimento fiori, piante, frutti e vegetali, per personalizzare la ricetta in modo originale, sia puntando sul territorio – come sta accadendo qui da noi – che sulle piante rare sparse per il mondo. Unico punto fermo è ovviamente la presenza del ginepro (da cui il nome).

Qui di seguito alcuni gin tricolore che vi consigliamo di provare: fateci sapere!

Dolgin – Zu Plun
St. Valentino-Siusi (BZ) – Tel: (+39) 335 6009556 – Mail: info@zuplun.it

Iniziamo dal nord. Florian Rabanser è un maestro distillatore altoatesino. Oltre a gin realizza grappe, acquaviti e perfino un originalissimo e quotato rum. Piccole produzioni ma di qualità estrema, frutto di un approccio perfezionista che gli è valso numerosi riconoscimenti internazionali. Nel suo “gin delle Dolomiti” impiega 24 botaniche diverse, selezionate sul posto con l’aiuto di un amico farmacista, a cui aggiunge la scorza di limoni del Garda, ottenendo un equilibrio di sapori perfetto. In bocca sembra di sentire le Dolomiti: balsamico, netto, puro e deciso, come le montagne da cui prende origine.

Fred Jerbis Gin
Polcenigo (PN) – Tel: (+39) 340 7581743 – Mail: lab@fredjerbis.com

E’ forse il gin italico più “estremo”. Sono ben 43 le botaniche utilizzate, molte di origine bio, che fanno il paio con la gradazione alcolica. L’ideatore si chiama Federico Cremasco (da cui Fred in etichetta, mentre Jerbis significa erbe in friulano), apprezzato barman e docente di mixology friulano. Il suo è un approccio basato su una continua ricerca e sperimentazione, con una cura quotidiana di tutte le piante, che coltiva in prima persona: un dialogo incessante con la natura da cui cerca di estrarre ogni essenza, ogni sfumatura, riportandole in un prodotto inebriante e davvero unico. Complesso, stratificato, coinvolgente.

Giniu e Pigskin – Silvio Carta
Zeddani (OR) – Tel: (+39) 0783 410314 – Mail: info@silviocarta.it

Azienda storica che offre un’ampia gamma di prodotti distillati, vini fortificati e liquori, che hanno nella Vernaccia il loro alfiere. Elio Carta, figlio del fondatore, ha rilanciato il mito del Giniu, il gin sardo, che dal dopoguerra fino agli anni Sessanta era di gran voga nell’isola, da sempre terra famosa per le sue macchie di ginepro. Oltre alla purezza del frutto, la caratteristica distintiva del gin sardo è la salinità, dovuta alla vicinanza delle piante al mare e al “vettore” maestrale che porta il sale sulle bacche. Un prodotto nuovo e dal gusto più morbido è il Pigskin, ottenuto da un maggior numero di botaniche e affinato nelle centenarie botti di castagno utilizzate dall’azienda per l’invecchiamento della Vernaccia. Sapido e circolare.

Solo Wild Gin e Doro Aged Gin – Pure Sardinia
Sassari (SS) – Tel: (+39) 393 9835425 – Mail: puresardinia@tiscali.it

Flavio Porcu è mente e corpo di questa originale produzione artigianale sarda, che si cimenta anche in vodka, vermouth e ovviamente mirto. “Solo” perché il suo gin è realizzato distillando le bacche di un unico ingrediente, il ginepro. “Wild” a richiamare il fatto che tutte le bacche sono raccolte da piante spontanee dell’isola, senza coltivazioni indotte. Concentrato, persistente, resinoso e balsamico: è un gin “selvaggio”, per i duri e puri. Una preziosa variante è il Doro, dal gusto più morbido e variegato, grazie all’aggiunta di botaniche locali e ad un invecchiamento di un anno in botti di castagno.

Sono abruzzese anche se ormai “trapiantato” a Roma. Ho studiato per fare l’ingegnere ma poi ho scoperto che il mondo della comunicazione digital e l’enogastronomia sono più divertenti. Scrivo di vino, viaggi del gusto e divulgazione tech da una ventina d’anni. Collaboro con diverse testate e guide nazionali del settore enogastronomico, organizzo eventi e degustazioni, e nelle mie vene scorre un fluido che è per metà sangue e per l’altra metà Montepulciano d’Abruzzo (…con tracce di Pecorino e Cerasuolo).